Il linguaggio figurato
Nella grammatica italiana ed in tutte le lingue del mondo, esistono le cosiddette "figure retoriche".
Si tratta di "figure" (che in alcuni casi vengono dette "traslati") che rendono l'immagine che si vuol descrivere, più colorata, viva, immediata: per dire meglio: "poetica".
Le figure possono essere: di parola, di pensiero, di sintassi, di ritmo.
Ne esamineremo qualcuna.
Partiamo dalla "perifrasi"(figura di pensiero).
Si tratta di descrivere qualcosa con un "giro di parole" che rendano più vivace ed apprezzabile la cosa stessa, che normalmente non viene neanche nominata, ma resa con una "perifrasi", appunto.
Proviamo ad esercitarci con una parola che in poesia è spunto per osservazioni e riflessioni: "tramonto".
Ovviamente nella nostra esercitazione, dobbiamo rendere la perifrasi come fosse inserita in un componimento poetico: poniamo quindi come obiettivo una perifrasi di "tramonto" in un verso di 11 sillabe (l'endecasillabo: il verso d'oro della poesia italiana).
Come si potrebbe descrivere il tramonto con un verso?
Ecco alcuni esempi:
Er sole che se leva da le palle.
Finarmente fa notte, finarmente.
La luna sorte, e manna a letto er sole.
Er sole s'annisconne dietro ar monte.
Er sole lascia er cèlo all'antre stelle.
Er sole finarmente s'è accucciato.
La palla rossa s'è tuffata a mare.
Er sole scappa, pe fà entrà la luna.
Er cèlo se fa scuro, e viè la luna.
Cor sole, l'omo stracco s'aritira.
Er sole se ne va, co un antro giorno.
Er cèlo se scolora e piagne er còre.
Er momento più bello che ce sia.
Che ne dite? E si potrebbe andare avanti per molto...
Visto come, senza nominare mai "tramonto", si può rendere la stessa idea molto più poeticamente?
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