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Eleonora

Concorso 2009

Per verificare lo stato in cui versa il nostro dialetto, abbiamo deciso di indire un concorso di poesia.

E' il modo migliore per sapere come scrive chi si avvicina alla poesia dialettale.

Che sintassi, ortografia, lessico, possa usare un poeta moderno che usi un mezzo antico di espressione.

Nel nostro piccolo, cerchiamo in tutti i modi di unificare la grammatica del romanesco attuale, suggerendo a chiunque lo desideri, come migliorare i propri scritti (ricordiamo che un conto è parlare, un conto è scrivere in romanesco) attraverso l'uso di una lingua che è viva e mutevole, ma mai aggredibile dal gergo più o meno riconosciuto.

A premiazione avvenuta, dobbiamo riconoscere che livello medio dei componimenti pervenuti è stato abbastanza soddisfacente per quanto riguarda la partecipazione e l'entusiasmo per l'argomento, che i poeti sono riusciti a trasmettere.
Un poco meno soddisfacente la qualità tecnica degli elaborati per una parte consistente (ca. 40%) di quelli inviati.
Nella sezione dedicata alla premiazione si possono trovare le motivazioni dei premi assegnati e alcune foto dell'evento.
A commentare una singolare coincidenza, abbiamo ricevuto un sonetto da Claudio Porena, che volentieri pubblichiamo:

ER PREMIO FORZA ROMA

Sabbito scorzo ar Premio “Forza Roma”,
‘n arcano strano stabbilì ’sto nesso:
primo PORENA CLAUDIO, Er premio, e appresso
VALENTINI ALESSANDRO, Forza Roma.

Ardunque ha vinto “ER PREMIO”, “FORZA ROMA”!
Lo zampetto chissà chi ce l’ha messo:
Iddio? er Destino? un angelo? Confesso:
antro nun è che la maggìa de Roma;

ché manco ’na fattura strapotente,
manco – peddio! – ’na congiuntura astrale
e nemmanco un prodiggio de la mente

l’averebbe penzato tal’e quale:
unico, irripetibbile e vincente!
A rovescio, sonava troppo male…

Claudio Porena

Durante gli interventi del

Durante gli interventi del presidente su Centro Suono Sport, sono state lette due poesie che pur senza nominare mai il nome della Magica o di qualche giocatore, hanno ben espresso il senso di cosa voglia dire essere tifoso romanista.
Abbiamo avuto molte richieste e le pubblichiamo sul sito, anche per dare spunto a chi non avesse ancora inviato le composizioni per il concorso 2010.

COLORI

Quanno che penzo ar “Giallo”… sogno er sole,
rivedo er vento che carezza er grano,
sento odore de stoppia, che, ruffiano,
m’aricorda la fine de le scòle;

sbarbaji de limone e girasole;
colori de ‘n autunno paesano,
o l’emozzione de tuffà la mano
tra queli ricci, pe’ infilà du’ viole.

Poi bacio er “Rosso”: er rosso dell’amore,
de la bandiera che nun butto via
e me tengo inzerrata drento ar core;

volo e sogno co la passione mia,
che inturcina la gioja cor dolore.
Sti du colori, sò la vita mia!

RUGANTE

QUANNO S’AVVERA UN ZOGNO

L’hai mai cantato un inno “a più nun posso”?
Te sei commosso in mezzo a tanta gente,
quanno urla ar cèlo er “credo” giallorosso,
e che cià un zogno fisso ne la mente?

Ciài ‘na passione che fa er còre grosso
e fa diventà l’occhio luccichente
quanno la Lupa azzanna fino all’osso
e pare che te senti onnipotente?

Quanti sogni se fanno ne la vita!
Nun s’avvereno mai, lo sai da te…
Ma quanno vinci l’urtima partita

e la gioja te fa diventà Re,
te pare che guarisce ogni ferita,
e canti, e piagni, e godi, assieme a me.

RUGANTE

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